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    Home » Sconto in fattura 2022 e prestito ponte
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    Sconto in fattura 2022 e prestito ponte

    Maurizio FumarolaBy Maurizio Fumarola29/10/2021Updated:29/05/2024Nessun commento7 Mins Read
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    immagine blog2 prestito ponte
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    LA CESSIONE DEL CREDITO

    Il Prestito Ponte è collegato alla Cessione del Credito che è normata dagli art. 120 e 121 del Decreto Rilancio del maggio 2020. Il decreto ha introdotto la possibilità, in luogo della detrazione diretta da parte del beneficiario, di cedere i crediti d’imposta maturati ai fornitori di beni e servizi, o ad altri soggetti privati, comprese Banche, Assicurazioni ed altre istituzioni finanziarie.

    Il beneficiario degli interventi di ristrutturazione edilizia, previsti dall’art 119 dello stesso Decreto, può pagare direttamente tutti i fornitori ed optare per la cessione diretta alle Banche, oppure può avvalersi di fornitori che sono disponibili ad effettuare l’ormai famoso Sconto in Fattura.

    Il fornitore che effettua lo Sconto in Fattura, può limitarsi a fare lo sconto per le lavorazioni fatte in proprio, oppure può prendere in carico tutti i lavori previsti dal Computo Metrico e fare lo Sconto in Fattura per tutte le lavorazioni. In quest’ultimo caso con ogni probabilità il fornitore terrà per sé i lavori che rientrano nelle proprie capacità e subappalterà i lavori che non sono di sua competenza, ed assumerà quindi il Ruolo di General Contractor.

    Il General Contractor è un soggetto impresa che è caratterizzato dal fatto di avere le capacità finanziarie ed organizzative per poter gestire il cantiere nella sua interezza. 

    Quando il General Contractor prende in carico la gestione dell’intero cantiere, solitamente dà incarico a dei propri tecnici di redigere tutta la documentazione tecnica, sottoscrivendo degli incarichi professionali. Nel subappaltare la realizzazione tecnica e progettuale del cantiere a dei professionisti, il General Contractor non può marginare sui compensi dei tecnici.

    L’Agenzia delle Entrate si è espressa più volte sul tema chiarendo che l’eventuale margine del General Contractor sui compensi dei professionisti non potrà godere delle agevolazioni fiscali previste dal Superbonus.

    All’interno del Contratto di Appalto tra General Contractor, committente e tecnici, il compenso di questi ultimi deve essere chiaramente esplicitato, o nel Quadro Economico Riepilogativo, che deve essere un Allegato del Contratto, o nella descrizione della fattura.

    LO SCONTO IN FATTURA

    Lo sconto in fattura può essere fatto non solo per il Superbonus, ma anche per i Bonus Ordinari

    Vediamo in dettaglio un esempio concreto di Sconto in Fattura e del Credito d’imposta che si genera in testa all’impresa che effettua lo Sconto.

    L’art 121 del Decreto Rilancio prevede che in caso di Sconto in Fattura il Credito d’imposta si genera direttamente in testa all’impresa che lo effettua, per un importo pari allo sconto effettuato, senza dover sottoscrivere un contratto di cessione del Credito .

    Ipotizziamo un cantiere che preveda 100.000 euro di lavori tutti rientranti nel Superbonus, di cui 10.000 euro di compensi professionali. Per un approfondimento sui massimali dei lavori trainanti e trainati del Superbonus 110.

    Nella Fattura l’Impresa deve indicare l’importo di 100.000 euro, e deve indicare i dati del committente, dell’immobile oggetto di intervento e della legge del Superbonus. Infine deve indicare nella descrizione l’importo del compenso pagato ai professionisti pari a 10.000 euro.

    Successivamente indicherà l’importo dello sconto in fattura, e se lo sconto in fattura è pari alla totalità delle spese, per il committente il netto a pagare sarà pari a zero.

    L’impresa che ha effettuato lo sconto in fattura riceverà sul proprio cassetto fiscale 110.000 euro di credito d’imposta spalmato in cinque anni. Ovvero in questo caso 22.000 euro all’anno.

    Se invece l’impresa non effettua lo sconto integrale, ma ad esempio sconta 90.000 euro, il netto a pagare per il committente è pari a 10.000 euro, e l’impresa che ha effettuato lo sconto in fattura riceverà sul cassetto fiscale 99.000 euro spalmati in 5 anni. Ovvero 19.800 euro all’anno.

    La stessa logica deve essere applicata ai Bonus Ordinari.

    CONTRATTI DI CESSIONE DEL CREDITO CON LE BANCHE E COSTI CORRELATI

    Oramai quasi tutte le Banche hanno la propria proposta commerciale per l’acquisto dei crediti derivanti da Superbonus e da Bonus Ordinari. Le offerte presenti sul mercato per le Imprese per i Crediti derivanti da Superbonus sono comprese in un range tra il 95% ed il 105% dell’importo dei lavori effettuati.

    A questo costo bisogna aggiungere gli eventuali altri costi da sostenere per poter cedere i crediti in Banca.

    La maggior parte delle Banche utilizza delle Piattaforme esterne per la certificazione della documentazione relativa agli interventi edilizi. Le piattaforme più utilizzate sono quelle di Deloitte, PWC, EY, Teamsystem.

    L’utilizzo di queste piattaforme, a seconda degli accordi firmati con le Banche, può essere gratuito o a pagamento, in tutto o in parte. Questo dipende anche dalle lavorazioni che si intendono delegare alla piattaforma.  Ad esempio il Visto di Conformità.

    L’impresa può anche decidere di farsi assistere da dei consulenti che seguono l’impresa nell’intero processo di strutturazione di una pratica di Superbonus.  Dall’offerta commerciale al committente, fino al pagamento da parte della Banca del credito maturato.

    Il costo totale dell’impresa è dato dalla somma di tutti questi costi, e se l’impresa fa ricorso al Prestito Ponte bisogna tener conto anche del costo di quest’ultimo.

    IL VISTO DI CONFORMITA’

    Il Visto di Conformità è sostanzialmente una certificazione da parte di un professionista abilitato (commercialista, CAF, Ragioniere) riguardante la corretta quantificazione del credito d’imposta. I professionisti che rilasciano tale visto devono dotarsi di un’assicurazione specifica con i massimali proporzionali agli importi dei cantieri per cui si rilascia il Visto.

    Anche in questo caso il costo varia a seconda dei Professionisti, ed ognuno ha la propria politica commerciale. Va evidenziato il fatto che, ai sensi degli arti 120 e 121 del D.R.,, il costo di tale Visto può rientrare negli importi che generano il credito d’imposta. A patto che siano rispettati i massimali di spesa previsti dalla normativa.

    IL PRESTITO PONTE

    Lo dice la parola stessa, stiamo parlando di un prestito, un finanziamento che la Banca fa al privato, o all’impresa che effettua lo Sconto in Fattura, e poiché si tratta di un Finanziamento è soggetto alle valutazioni di merito da parte della Banca.

    Il Finanziamento, anche se viene chiamato Prestito Ponte o Anticipazione su contratti collegati al Superbonus, è soggetto a delle valutazioni interne della Banca, anche su indicazione di Banca d’italia, ed in quanto finanziamento, la Banca erogante dovrà accantonare una piccola parte del proprio capitale in funzione del Rating dell’azienda.

    Se l’Impresa è già conosciuta dalla Banca in quanto già cliente, avrà già un suo Rating all’interno dell’istituto finanziario e sarà quindi molto più facile per la Banca concedere questo “Prestito Ponte”.

    Le proposte commerciali dei vari Istituti di Credito vanno da un minimo del 30% fino al 100% dei lavori.

    Si tratta di un finanziamento a breve termine, generalmente massimo 18 mesi, erogato solitamente sotto forma di Anticipo su contratto. Viene accreditato sul conto corrente dell’Impresa l’intero importo concordato, poi una volta che si effettua la cessione del credito, il finanziamento viene estinto in parte o per la totalità, e gli interessi saranno calcolati per il periodo di tempo in cui il finanziamento è rimasto aperto.

    Se invece l’impresa è sconosciuta per la Banca, sarà più difficile riuscire ad ottenere subito un prestito anche se collegato alla Cessione del Credito.

    Sarebbe bene che l’impresa diventasse cliente della Banca per qualche mese e che facesse una prima pratica solo di Cessione del credito. Successivamente l’impresa diventerà finanziabile da parte dell’istituto Bancario che potrà erogare un Prestito Ponte con percentuali che vanno dal 30 al 100% dell’importo dei lavori.

    L’impresa può anche decidere di finanziare i lavori di ristrutturazione con dei finanziamenti chirografari che non sono collegati con la cessione del credito. In tal caso il finanziamento è a sé stante e può avere durata di breve termine o di medio termine. Se l’impresa ha intenzione di fare tanti lavori di ristrutturazione potrebbe essere utile crearsi un polmone finanziario che dia respiro per la gestione dei vari cantieri.

    CONCLUSIONI e TEMPISTICHE

    Gli strumenti della Cessione del Credito a SAL e del Prestito Ponte, permettono all’impresa che intende affacciarsi al mondo dei cantieri del Superbonus di pianificare in anticipo quali e quanti lavori fare.

    Una volta che si è raggiunto un SAL, e si è preparata la documentazione necessaria, ci vogliono mediamente dai 30 ai 40 giorni per incassare i soldi relativi alla cessione del credito da parte della Banca o di altro istituto.

    E’ fondamentale per l’impresa effettuare una precisa pianificazione dei cantieri, ed è altrettanto fondamentale affidarsi a dei Tecnici preparati ed a dei consulenti che la aiutino a completare tutto il percorso.

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